La Femminilità: il culto del talento scomparso.

27 Marzo 2018 | Lifestyle

“In questa vita non vedrai mai nulla di maggiore ad una Donna.”

La Femminilità è purtroppo un talento sempre più raro, la crisi che sta vivendo la Donna è infatti epocale, forse una delle più profonde ed intime di sempre; la figura femminile si è privata della propria quintessenza, allontanandosi dalla propria natura e negando il proprio modo d’essere Donna. Il modo in cui una Donna viene percepita ed interpretata dalla società è fortemente condizionato da un punto di vista maschile che ne ignora le peculiarità e le mille sfumature, riducendola a mera proiezione dei propri desideri; la Donna si è ridotta ad essere, in molti casi, una proiezione della visione del maschio, un’imitazione di un surrogato da cui molte donne si lasciano condizionare e sottomettere, specialmente chi non ha ancora sviluppato gli anti-corpi necessari per reagire ad una continua imposizione di modelli firmati dall’uomo che sogna da sempre una Donna-oggetto facile e disponibile; tipologia desiderata dai più insicuri che vedono in questi bassi modelli una sorta rivincita e gratificazione. Questo processo mira ad imporre la volgarità, più comprensibile per le masse, mediante l’atto di eliminare ogni forma di Bellezza, ogni forma di eleganza e sobrietà. Percepire una persona come oggetto ed essere assecondati da quest’ultima, che approva e desidera essere conforme ai desideri altrui, significa cercare solo un corpo e quindi giustificare ogni azione o ogni mancanza, fino a giungere ai casi più estremi dove la ragazza non ha nemmeno la facoltà di scegliere o di comportarsi autonomamente. Un modello di vita che ricerca disperatamente l’approvazione da parte dell’altro sesso può essere appagante all’inizio o apparire più facile, specialmente se il modello viene diffuso e quasi imposto subdolamente, ma il risultato è la cancellazione ed il declino della Femminilità che trova nella seduzione, nel valorizzarsi, nel non concedersi subito, nel lasciarsi rincorrere ed ammirare la propria sublimazione ed il proprio senso di esistere. Ho da sempre considerato la Donna come l’essere superiore, il crescere fin da bambino  in mezzo a loro e l’esserne  stato da subito attratto e molto incuriosito mi ha spinto ad osservarle attentamente ed ascoltarle anche nei loro dialoghi e nelle loro pose, capendo così fin da subito l’intelligenza superiore delle Donne, attente ad ogni singolo dettaglio ed in grado di portare la propria intelligenza ad uno stato superiore quale quello dell’intuito.

La Femminilità è l’eleganza del vivere, creata mediante mille dettagli e mille sfumature che necessitano di altrettante attenzioni e cure, dettagli che possono passare inosservate ai più ma che creano un disegno perfetto e Divino; non è un caso se nel ‘600 il tacco era indossato esclusivamente dai nobili, per elevarsi dalla sporcizia delle strade, ed ora è oggetto di design esclusivamente utilizzato da quel mondo che meglio sa esprimere la propria nobiltà: quello femminile. Il tacco è strettamente legato alla Femminilità, è l’ unico oggetto in grado di mutare fisicamente la Donna, divenendone un prolungamento, slanciandone le gambe, perfezionandone il portamento ed aumentandone la statura, un piedistallo dove l’oggetto del desiderio trova la propria nobiltà. Nel caso di sua maestà Louboutin, il rosso (che in origine fu dipinto da uno smalto per le unghie, altro oggetto tipicamente femminile) è una citazione che strizza l’occhio al re Sole. La nobiltà femminile, espressa attraverso un attento gioco di seduzioni continue, di pose e di vestiti raffinati, non asseconda il modello proposto da una società a trazione maschile, sa che l’assecondare la propria natura può essere un percorso più arduo e che la Femminilità, seppur intrinseca nella loro natura, si coltiva non giorno dopo giorno ma minuto dopo minuto con l’aggravante dell’ansia di essere sempre sottoposte al giudizio di tutti, nessuno escluso, una Donna è comunque destinata a sentirsi spesso sola e non compresa. La Femminilità, che io ritengo Sacra per definizione, si esprime sussurrata in ogni movenza, in ogni chiaro-scuro dell’anima, attraverso un abito, dietro ad una nuova scollatura o attraverso un nuovo taglio di capelli che grida la propria rivoluzione al mondo, si cela dietro a tutti quei dettagli che per un uomo possono sembrare ininfluenti ma che in realtà sono importantissimi ed hanno valore assoluto per una Donna che prova a difendersi dalle proprie paure. La Femminilità rappresenta e definisce la più alta forma di Poesia e potere ma nel contempo è anche l’incarnazione perfetta della fragilità e forse è proprio in questo continuo equilibrio tra forze opposte che va ricercato il segreto di questa alchimia che è l’Essere Donna. La Femminilità è la rappresentazione dell’anima, di un essere speciale che lascia comunque intuire la bambina che era e che mai scomparirà, seppur nascosta dietro le quinte di mille pensieri ed intuizioni.  

Vorrei si tornasse ad una Donna cosciente del proprio fascino, della propria raffinatezza e della propria natura, un essere speciale che in ogni istante o situazione neghi quella Donna-oggetto asservita ai desideri maschili, una Donna che ad ogni passo, sospesa su un piedistallo di 12 centimetri, sappia mostrare in prospettiva il suo destino di Madre, il suo sapersi donare e sacrificare per un’altra vita. La Maternità, l’aspetto terreno più prossimo a Dio, si riverbera in ogni azione femminile ed in ogni singolo pensiero; la natura femminile non puòquindi essere rappresentata o descritta da una figura che è solo lo specchio dei più superficiali desideri maschili, privi di rispetto e qualità.

Damiano Guarnieri Flisi

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